Il Def sotto la lente di ingrandimento

E’ il principale strumento di programmazione economica del governo e riporta gli obiettivi triennali di politica economica del Paese, le stime sull’andamento delle finanze pubbliche e dell’economia nazionale e le riforme che l’esecutivo intende attuare.

Con il Documento di economia e finanza (Def) il governo dà le previsioni sullo stato di salute dell’economia italiana e indica le misure per migliorare la situazione.
Pianifica, di fatto, le spese e gli investimenti nel triennio successivo e riepiloga brevemente i risultati perseguiti nei primi 10 mesi di attività.

Introdotto dalla Legge 362 del 1988 – all’epoca Documento di programmazione economico-finanziaria (Dpef) – è stato poi adeguato agli impegni e ai tempi dettati dall’Unione europea. Non ha valore vincolante, ma è importante perché le sue indicazioni sono quelle su cui si basa l’Unione europea per valutare la stabilità dei conti dei singoli Stati membri.

Dal punto di vista formale, il Def è diviso in tre parti:

  • Programma di stabilità: indica gli obiettivi di politica e le previsioni di natura economica per il triennio successivo mettendo in rilievo gli eventuali scostamenti dalle stime effettuate in precedenza;
  • Analisi e tendenze della finanza pubblica: contiene appunto sia l’analisi che le previsioni per la finanza pubblica;
  • Programma nazionale di riforma: le riforme che si vogliono attuare.

Ogni anno, il Def deve essere predisposto entro il 10 aprile, poi – dopo l’approvazione del Parlamento – deve essere spedito a Bruxelles entro il 30 aprile.

Entro la fine di settembre, poi, l’esecutivo farà un aggiornamento al Def, con le previsioni più recenti sulla crescita del Paese. Ovviamente, in quella sede il governo può ritoccare e aggiungere eventuali misure da approntare successivamente.

Crescita, deficit e debito

  • Ferma allo 0,2 la crescita per il 2019, rispetto all’1% previsto nella legge di bilancio. Nei tre anni successivi però si dovrebbe salire allo 0,8%. Il reddito di cittadinanza nel 2019, a differenza di Quota 100, potrebbe far crescere il Pil di 0,2 punti percentuali, mentre nel 2020 di 0,4.
  • Il deficit nel 2019 dovrebbe salire al 2,4%, per poi scendere al 2,1% nel corso del 2020 e all’1,8% nel 2021. Il Governo conferma con il Documento gli obiettivi fondamentali della sua azione: ridurre progressivamente il gap di crescita con la media europea e, al contempo, il rapporto debito/pil. A tal fine, la strategia dell’Esecutivo ribadisce il ruolo degli investimenti pubblici come fattore fondamentale di crescita, innovazione, infrastrutturazione sociale e aumento di competitività del sistema produttivo.
  • Risultati negativi anche per quanto riguarda il rapporto Debito/Pil.

Flat tax e Iva

  • Generiche le indicazioni sulla Flat Tax contenute nel Def nonostante si ribadisca che l’azione di riforma fiscale in progressiva attuazione di un sistema di flat tax come componente importante di un modello di crescita più bilanciato. Il Governo promette che la riforma fiscale, che contempla la semplificazione del sistema e un Irpef con due sole aliquote, del 15 e del 20% (su redditi fino a 50.000 euro) per alleviare la pressione del ceto medio si farà. La sfida però sarà l’applicazione della tassa piatta anche alle imprese.
  • A rischio la promessa di non aumentare l’Iva. La previsione non può trascurare il fatto che la legislazione in vigore (modificata dall’ultima legge di bilancio) prevede un aumento dell’Iva a inizio 2020 e 2021 e un aumento delle accise sui carburanti.

Disoccupazione

  • Sale all’11% la disoccupazione anche se le previsioni dicono che nel 2020 scenderà al 10,4%, grazie al reddito di cittadinanza. Per quanto riguarda, invece, la PA, grazie a Quota 100 potrebbe verificarsi l’uscita dal lavoro di circa 10.000 dipendenti pubblici.
  • E’ in corso di valutazione l’introduzione di un salario minimo orario per i settori senza contrattazione collettiva e compensi più congrui per il praticantato nelle libere professioni. Anche per ridurre il costo del lavoro, grazie all’impiego della digitalizzazione

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